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Fibromialgia e intolleranza al glutine. Il collegamento è il colon irritabile?

By YvesSch, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=54813719

Cos’è la “sensibilità al glutine non celiachia”? Negli ultimi anni è stata identificata di una nuova condizione clinica chiamata “sensibilità al glutine non-celiachia” (NCGS). Questa condizione è  diversa dalla celiachia perchè i pazienti sono negativi per l’anti-transglutaminasi (anti-tTG) o per gli anticorpi anti-endomisio (IgA-EmA) e la mucosa intestinale è normale o con lievi anomalie come l’aumento dei Linfociti intraepiteliali (IEL) nella biopsia intestinale. Alcuni studi hanno dimostrato che, anche in assenza di celiachia si possono avere sintomi gastrointestinali entro ore o pochi giorni dopo aver mangiato alimenti ricchi di glutine. Questi sono i pazienti affetti da NCGS che di solito sono donne giovani o di mezza età che hanno un gruppo di sintomi intestinali ed extra-intestinali, in alcuni casi, molto simili a quelli della fibromialgia. Vedi Tabella n.1.

Elenco dei sintomi dei pazienti affetti da"sensibilità al glutine non-celiachia" (NCGS) 
Sintomi%
Diarrea16-54%
Costipazione18-24%
Dolore/fastidi Addominale27%
Senso di gonfiore intestinale72-87%
Perdita di peso15%
Dolore epigastrico52%
Nausea9-44%
Aerofagia36%
Reflusso Gastro-esofageo32%
Afte stomatiti31%
Rash cutaneo (eczema, dermatiti)6-40%
Depressione15-22%
Foggy mind34-42
Ansia39%
Confusione5%
Cefalea22-54%
Intorpidimento degli arti6-32%
Dolori alle articolazioni o ai muscoli8-31%
Fatica23-64%
Sensazione di malessere generale68%
Nella maggior parte dei pazienti, il tempo tra l’ingestione di glutine e la comparsa dei sintomi varia da poche ore a un giorno. I disturbi associati più frequenti sono la sindrome dell’intestino irritabile (comunemente detto come “colon irritabile” o “colite spastica”) (48%) e altre intolleranze alimentari (35%), che nella maggior parte dei casi sono rappresentate da intolleranza al lattosio (22%) a inalanti, cibo o metalli.

Fibromialgia, Colon Irritabile e Sensibilità al Glutine non Celiachia (NCGS).
Una serie di studi hanno fatto luce sui potenziali benefici di una dieta priva di glutine in pazienti con fibromialgia.

  1. In uno studio erano stati valutati 20 pazienti con fibromialgia abbastanza lunga e debilitante e in cui le solite terapie non avevano dato risultati. Dopo aver iniziato una dieta priva di glutine, tutti i pazienti avevavo avuto uno dei seguenti risultati: remissione dei criteri di dolore alla fibromialgia; ritorno al lavoro; ritorno alla vita normale o interruzione degli antidolorifici. La reintroduzione del glutine aveva fatto ritornare i sintomi della fibromialgia.
  2. In un altro studio erano stati valutati 58 pazienti con fibromialgia e il colon irritabile e presenza di cellule IEL e 39 pazienti con fibromialgia e colon irritabile ma senza cellule IEL. Prima di iniziare la dieta priva di glutine, tutti i pazienti dichiaravano una cattiva qualità della vita e un alto punteggio di fibromialgia e della sintomatologia correlata al colon irritabile. Dopo 1 anno di trattamento con la dieta priva di glutine nel 26-30% dei 58 pazienti con le cellule IEL tutti gli indicatori di qualità della vita erano migliorati, mentre solo il 3% migliorava nel gruppo con fibromialgia senza cellule IEL. Questi risultati sottolineano il ruolo del glutine come fattore scatenante delle manifestazioni cliniche della fibromialgia con sindrome dell’intestino irritabile. Inoltre questo studio sembra indicare che un aumento dell’ELI duodenale potrebbe essere un utile indizio per identificare quei pazienti che beneficiano della dieta priva di glutine.

Sindrome del Colon Irritabile e Sensibilità al Glutine non Celiaca (NCGS).
È probabile che i sintomi osservati in pazienti con sospetta NCGS non possano essere attribuiti solo al glutine. Vi sono sempre più studi che dimostrano che  altre sostanze nel grano sono coinvolte nel favorire i sintomi del colon irritabile, in particolare i carboidrati presenti nel grano. Tra queste c’è il fruttano che è un carboidrato non digeribile che si trova nel grano, nell’orzo e nella segale ed è considerato parte del termine collettivo “FODMAP” (oligo-, di-, monosaccaridi e polioli fermentabili). I FODMAP sono scarsamente assorbiti nell’intestino tenue e possono causare una maggiore produzione di gas e distensione dell’intestino, così come un richiamo dei liquidi nel lume intestinale dovuta alla fermentazione da parte dei batteri del colon.

La pratica di una dieta low-FODMAP comporta la limitazione dell’assunzione di alimenti ad alto FODMAP nella dieta, con l’intenzione di limitare la presenza di sostanze fermentabili nell’intestino, riducendo così al minimo la distensione e l’eventuale diarrea. Una dieta povera di FODMAP ha dimostrato di ridurre i sintomi dei pazienti con colon irritabile fino all’80%.
Una dieta priva di alimenti contenenti glutine porterà automaticamente ad un minore apporto di FODMAP, dovuto alla riduzione dei fruttani trovati negli alimenti contenenti glutine (grano, segale, orzo).

Pertanto, il potenziale sollievo dai sintomi gastrointestinali sperimentato da pazienti con sospetta NCGS in seguito a una dieta priva di glutine può essere potenzialmente dovuto anche alla riduzione dei FODMAP e non solo del glutine in particolare, rendendo difficile la distinzione tra la diagnosi di colon irritaabile e NCGS.

Tuttavia, la maggior parte dei pazienti potrà ottenere la massima riduzione dei sintomi se

  1. nel caso del colon irritabile, se esclude dalla dieta non solo il grano (fruttani) dalla dieta, ma anche evitando altri cibi contenenti FODMAP elevati,
  2. nel caso dei pazienti con sospetto NCGS (cioè sensibilità al glutine non celiachia) se esclude solo il glutine (grano, segale, orzo) indipendentemente dall’assunzione di FODMAP.

In base agli studi mostrati è probabile che colon irritabile e NCGS siano condizioni diverse, ma con caratteristiche sovrapposte e simili. Addirittura ai ricercatori più attenti  non è ancora chiaro se NCGS sia veramente un’entità clinica separata dal colon irritabile.

Da un lato, alcuni esperti suggeriscono che l’NCGS sia un sottogruppo del colon irritabile a causa dei loro sintomi sovrapposti e che i FODMAP possano svolgere un ruolo chiave nell’innesco dei sintomi, oltre il solo glutine.

In relazione agli studi sulla fibromialgia e a questi studi e all’associazione dimostrata tra intolleranza al glutine e il colon irritabile, recentemente da alcuni ricercatori è stata avanzata l’ipotesi che il collegamento tra l’intolleranza al glutine e la fibromialgia (in quei casi dove è presente) possa essere dovuto dalla contemporanea presenza del colon irritabile. Quindi nei pazienti con fibromialgia e colon irritabile potrebbe essere utile valutare l’eventuale intolleranza al glutine.

Fonti
“The spectrum of noncoeliac gluten sensitivity”. Aziz, I. et al. Nat. Rev. Gastroenterol. Hepatol. AOP 30 June 2015; doi:10.1038/ nrgastro.2015.107.
“Celiac disease and fibromyalgia: Is there an association?” Nisihara R. et al. Rev.Esp:Enferm.Dig. 2016 Vol. 108, N.2, pp.107-108.
“The Effects of a Gluten-free Diet Versus a Hypocaloric Diet Among Patients With Fibromyalgia Experiencing Gluten Sensitivity-like Symptoms: A Pilot, Open-Label Randomized Clinical Trial. Slim M. et al. J Clin Gastroenterol. 2017; 51:500-507
“Extra-intestinal manifestations of non-celiac gluten sensitivity: An expanding paradigm”. Lo Surdo G. World J Gastroenterol 2018 April 14; 24(14): 1521-1530.
“Non-coeliac gluten sensitivity and the spectrum of gluten-related disorders:an updated overview”. Fjeldheim Dale H. et al. Nutrition Research Reviews,2018 pp.1-10.

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